Impianti Elettrici

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INSTALLAZIONE IMPIANTI ELETTRICI

La realizzazione di un impianto elettrico che risponda ad elevati standard di qualità deve essere realizzato da personale qualificato. QGimpianti offre le seguenti fasi di realizzazione per una maggiore qualita. Le fasi dell'esecuzione lavori sono le seguenti:


»segnatura delle tracce, solitamente eseguita con il proprietario o con l'architetto che segue il lavoro
»esecuzione tracce e fissaggio scatole, solitamente demandato a società terze
»posa e fissaggio corrugati (tubazioni dove passano i fili)
»documentazione fotografica della posa corrugata e scatole
»dopo la posa dell'alleggerito del pavimento, controllo dell'integrità dei corrugati attraverso sondaggio
»dopo l'intonaco dei muri e getto pavimento, passaggio cavi
»dopo tinteggiatura e pavimenti, montaggio frutti e apparati
»programmazione
»collaudo finale con il cliente ed eventuali variazioni di programmazione


»QGimpianti inoltre installa anche impianti elettrici intelligenti (DOMOTICA)

SICUREZZA NEGLI IMPIANTI

Sicurezza elettrica

Foto Sicurezza ElettricaLe statistiche e le cronache quotidiane mettono in evidenza la pericolosità dell'uso dell'energia elettrica negli ambienti domestici. Tenendo conto che i luoghi residenziali abitativi sono in massima parte frequentati da persone non addestrate alla scelta e all'uso di materiali e componenti elettrici, una parte rilevante spetta, ai fini della sicurezza, al tipo di impianto elettrico realizzato e alla capacità dell'esecutore dell'impianto stesso.

La sicurezza elettrica, per essere messa in pratica, si avvale delle "Norme di sicurezza degli impianti", stabilite dalla Legge n. 46 del 1990, con lo scopo di garantire a tutti i cittadini la sicurezza nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro dai possibili pericoli derivanti dagli impianti tecnici.

Per l'installazione, le modifiche o la manutenzione dell'impianto elettrico ricorrere sempre a imprese abilitate.

Dopo ogni intervento sull'impianto farsi rilasciare la dichiarazione di conformità  fornita dall'impresa che ha eseguito i lavori.
Non improvvisare un impianto di terra collegando il morsetto di terra di un elettrodomestico al tubo dell'acqua: può essere molto pericoloso.

Installare prese di tipo italiano perchè sono schermate, hanno cioè delle protezioni davanti agli alveoli che non consentono di introdurre chiodi, spilli e altri oggetti acuminati: operazioni molto pericolose specialmente per i bambini. Verificare se l'impianto elettrico è dotato di interruttore differenziale (salvavita): altrimenti farlo installare. Se l'impianto ha più di trenta anni è opportuno farlo verificare, perchè probabilmente non dà  più le necessarie garanzie di sicurezza.

Non sovraccaricare, con spine doppie o riduttori, un'unica presa di corrente con più elettrodomestici: si possono verificare corto-circuiti con conseguente pericolo di incendio. E' preferibile fare uso di prese multiple mobili. Sostituire le spine rotte con quelle nuove: è bene evitare riparazioni improvvisate con il nastro isolante. Evitare di lasciare inserite nella presa elettrica eventuali prolunghe non collegate ad alcun elettrodomestico. Inserire e togliere le spine afferrando il corpo isolante (mai tirando il filo), avendo cura di non toccare gli spinotti e di non compiere mai questa operazione con mani bagnate.

Non toccare mai elettrodomestici, interruttori o spine con le mani bagnate o tenendo i piedi nell'acqua.

Quando si puliscono gli apparecchi elettrici, compresi lampadari, forni, frigoriferi, ecc, è bene accertarsi che la spina di alimentazione sia staccata dalla rete.

Durante la stiratura della biancheria è bene non stare a piedi nudi (meglio con zoccoli di legno), asciugarsi le mani prima di usare il ferro da stiro se si è spruzzato d'acqua la biancheria, staccare la spina di alimentazione prima di riempire d'acqua il ferro a vapore aspettare che il ferro sia freddo prima di riavvolgere il cavo

In bagno non lasciare mai gli apparecchi elettrici collegati alla rete sui bordi bagnati dei sanitari, nè vicino alla vasca o al lavandino pieni di acqua.

Prima di qualsiasi intervento su parti elettriche, anche se si tratta di sostituire una lampadina bruciata, disinserire l'interruttore generale.

Acquistare spine, prese, elettrodomestici grandi e piccoli, contrassegnati con il marchio IMQ - Istituto Italiano del Marchio di Qualità  o con altri analoghi marchi di qualità  europei.

Bisogna tenere presente, innanzitutto, che non esiste impianto elettrico sicuro al 100%. Questo neppure nell' ipotesi di impianti progettati ed eseguiti in modo assolutamente rigoroso e nel metodico rispetto delle norme di legge (46/90). Ciò è dovuto alle caratteristiche intrinseche di questa forma di energia: invisibile, inodore, pericolosissima e invisibile ai nostri sensi finchè non ne veniamo in contatto diretto o indiretto. 

L' energia elettrica è la prima causa di incidenti domestici molto gravi molto spesso addirittura mortali. 

Un impianto elettrico non eseguito a regola d’arte puo’ mettere in pericolo la nostra vita
Gli interventi e i lavori inerenti l' elettricità devono quindi essere effettuati esclusivamente da personale specializzato ed in possesso dei requisiti tecnico - professionali così come stabilito dalla Legge 46/90. I lavori di installazione, trasformazione, ampliamento, e manutenzione straordinaria degli impianti devono essere accompagnati dalla dichiarazione di conformità; tale documento, infatti, rappresenta l'unico atto che certifica che i lavori sono stati eseguiti a regola d'arte.
I rischi dovuti all’elettricita’ si verificano essenzialmente per:
A) Contatto diretto     B) Contatto indiretto     C) Incendio o esplosione

Contatto diretto
Per contatto diretto si intende il contatto di persone con una parte attiva dell'impianto, per esempio, quando si tocca un filo elettrico scoperto o male isolato oppure quando si toccano con entrambe le mani i due poli della corrente. Il corpo umano è così sottoposto ad una differenza di potenziale, che provoca il passaggio di una corrente elettrica verso terra nel primo caso e attraverso le braccia nel secondo. Ciò produce una sensazione dolorosa (scossa elettrica), sempre pericolosa e talvolta mortale. Nei luoghi accessibili a tutti, la protezione deve essere totale; essa è assicurata tramite l'adozione di involucri e barriere rimovibili solo tramite l'utilizzo di un attrezzo, l'impiego di una chiave, il sezionamento automatico delle parti attive (interblocco).

Il grado di protezione IP
Gli impianti elettrici devono essere progettati tenendo conto degli ambienti in cui saranno installati. ll grado di protezione IP di un componente elettrico è un parametro che esprime il suo livello di protezione contro l'ingresso di corpi solidi e liquidi attraverso due numeri (da zero a sei per i solidi e da zero a otto per i liquidi). Ogni componente deve riportare tale indicazione. Per esempio IP55 sarà adatto per ambienti polverosi e sottoposti a getti d'acqua come potrebbero essere i laboratori chimici. Alcuni ambienti sono poi classificati dalla norma come a maggior rischio di incendio od esplosione e vi rientrano: biblioteche ed archivi, locali con notevole densità di affollamento, locali con strutture o rivestimenti combustibili, laboratori chimici, depositi di gas compressi, depositi di prodotti chimici, locali caldaie. Negli ambienti con pericolo di incendio od esplosione, gli impianti devono avere un maggior grado di sicurezza; per esempio nelle centrali termiche di elevata potenza si utilizza un grado di protezione del tipo AD-PE (a prova di esplosione).

Le misure preventive da attuare sono:
Garantire un totale isolamento di tutte le parti attive con conduttori elettrici sotto traccia, entro canaline o in tubi esterni (non in metallo).  Sono assolutamente da evitare collegamenti approssimativi quali piattine chiodate nei muri.

Non congiungere i fili elettrici con il classico giro di nastro isolante. Questo tipo di isolamento risulta estremamente precario. Le parti terminali dei conduttori o gli elementi "nudi" devono essere racchiusi in apposite cassette o in scatole di materiale isolante.

Sostituire tutti i componenti dell' impianto rotti o deteriorati (prese a spina, interruttori, cavi, etc.)

Le prese fisse a muro, le prese a spina volanti e gli apparecchi elettrici non devono essere a portata di mano nelle zone in cui è presente acqua.

Contatto indiretto
Per contatto indiretto si intende il contatto di persone con una massa che non è in tensione in condizioni ordinarie, ma solo in condizioni di guasto, come per esempio avviene quando l'isolamento elettrico di un apparecchio cede o si deteriora in seguito ad un guasto o ad un degrado spesso non visibile. L'involucro metallico dell'apparecchio elettrico si trova in questo caso sotto tensione ed in caso di contatto la persona può essere investita dal passaggio della corrente elettrica verso terra. Per prevenire tale rischio occorre installare un impianto di messa a terra al fine di collegare allo stesso potenziale tutte le masse metalliche. Dal collegamento a terra sono esonerati i prodotti provvisti del simbolo con il quale la ditta costruttrice garantisce l'isolamento rinforzato o doppio; tale simbolo è costituito da due quadrati concentrici.

Tutti gli altri apparecchi devono essere muniti di prese a spina con polo o contatto per il collegamento elettrico a terra della massa metallica: le prese a spina di tipo piatto utilizzano il polo centrale mentre quelle di tipo rotondo utilizzano una lamella laterale.

Oltre all'impianto di messa a terra per garantire la protezione dai contatti indiretta è necessario installare a monte degli apparecchi utilizzatori un dispositivo in grado di rilevare la dispersione di corrente verso terra (interruttore differenziale o magnetotermico) che interrompa il flusso di corrente elettrica prima che la stessa assuma valori pericolosi.

Gli interruttori magnetotermici, i fusibili e gli interruttori differenziali devono essere coordinati con l'impianto di messa a terra in modo da garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza richieste dalla Norma CEI 64-8.

Anche l'impianto di messa a terra deve essere installato e verificato da personale qualificato, cosi’  come stabilito dalla Legge 46/90, tale impianto è soggetto a denuncia obbligatoria e verifica periodica da parte dell'autorità competente.

La prevenzione dei contatti indiretti si basa sui controlli periodici degli interruttori e dell'efficienza dell'impianto di messa a terra.

Incendio o esplosione
Per prevenire i rischi da incendio o esplosione gli impianti devono essere protetti contro:

il sovraccarico
(ogni corrente che supera il valore nominale e che si verifica in un circuito elettricamente sano)

il corto circuito (ogni corrente che supera il valore nominale e che si verifica in seguito ad un guasto di impedenza trascurabile fra due punti in tensione). In entrambi i casi la protezione è realizzabile attraverso l'installazione di interruttori automatici o di fusibili

la propagazione dell'incendio (la protezione è realizzabile attraverso l'impiego di sbarramenti antifiamma, cavi e condutture ignifughe od autoestinguenti)  

Gestione dell'impianto
I rischi legati alla gestione dell'impianto sono:
il sovraccarico, che produce surriscaldamento e che puo’ quindi provocare incendi;
l’incoerenza presa-spina, che fa perdere la continuita’ con l’impianto di messa a terra;
la riduzione del grado di protezione, che abbassa il livello di sicurezza dell'impianto.

Per poter esercitare la professione di installatore elettrico (elettricista), bisogna obbligatoriamente essere abilitati, secondo le modalità previste dalla Legge 46/90 "sicurezza degli impianti" ed iscritti nell' apposito registro degli installatori elettrici delle camere di commercio.

Troppi sono i punti pericolosi in un impianto elettrico anche se di recente costruzione: dalla cucina e sopratutto nel bagno, terrazze, balconi ecc. Partendo dall' abituale ed erratissimo concetto che "finchè tutto funziona tutto va bene", giochiamo giornalmente a scacchi con la nostra vita. Inoltre il continuo aumento di apparecchi elettrici utilizzati nelle nostre case richiede necessariamente un aumento di "potenza" con conseguente maggiore erogazione di "corrente". Eccovi, nella foto, un principio di incendio dovuto alla bruciatura dei cavi di alimentazione di alcuni elettrodomestici  per essere stati collegati tutti insieme in una unica presa e senza alcuna protezione come un interruttore automatico magneto/termico

 UNA PERICOLOSA REALTA':

nel nostro paese gli impianti elettrici sono fuori dalle norme di sicurezza nella stragrande maggioranza delle abitazioni: secondo una recente indagine realizzata da associazioni preposte, su un campione di 5000 famiglie emerge che il 13% delle abitazioni è a rischio incendio per motivi elettrici, il 52% degli impianti elettrici è a rischio fulminazione per la presenza di componenti elettrici danneggiati o deteriorati e nel 32% dei casi non è installato l'interruttore differenziale. (familiarmente chiamato salvavita) 

Questi dati appaiono ancor più preoccupanti se si considera che la grande maggioranza degli intervistati dichiara con certezza che il proprio impianto domestico non ha alcun tipo di problema. Questo perché la casa è percepita dagli utenti finali come un luogo caldo, accogliente ed emotivamente rassicurante a cui non si associa generalmente l'idea del rischio o del pericolo. Utenti che, come dimostrano i dati rilevati dall'istituto di ricerca e statistica Demoskopea, si sentono profondamente al sicuro tra le mura di casa nonostante i rischi cui sono quotidianamente esposti a causa dell'uso permanente di prese multiple (nel 66% dei casi), dell'assenza di interruttore differenziale o di messa a terra (32%) e di interventi all'impianto elettrico all'insegna del più spregiudicato fai da te (52%)

La percentuale di quanti sono sicuri dell'efficacia del proprio impianto elettrico (81%) dimostra che c'è un vuoto cognitivo in materia di sicurezza elettrica reso ancora più preoccupante dalla sottovalutazione e rimozione dei pericoli connessi. Per questi motivi la nostra azienda, per incentivare l'uso sicuro ed efficiente dell'energia elettrica, ha varato una serie di offerte che mirano a  stimolare i cittadini a richiedere la verifica gratuita del proprio impianto di distribuzione di energia.

Questa iniziativa è dettata dallo stallo legislativo che stiamo vivendo in questi anni, in attesa che si compia la delega del Governo relativa al capitolo sicurezza e verifica impianti, con obbligatorietà di "controllo e manutenzione"  periodici, obbligatori e certificati

L' elettricista di fiducia
Per la nostra sicurezza e quella dei nostri familiari è estremamente pericoloso e sconsigliabile affidare i nostri impianti ad installatori improvvisati abusivi e praticoni tuttofare, che non in grado di certificare la propria professionalità e non possono essere a conoscenza delle molte norme che il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) prevede per l' esecuzione di impianti elettrici sicuri.

Quattro fili quà e là
gli impianti elettrici in una casa non sono "quattro fili tirati di qua e di là, ma dietro ogni presa, interruttore, quadro generale o comando elettrico in genere, vi sono norme e calcoli ben precisi da osservare scrupolosamente, che solo un elettricista abilitato e aggiornato può conoscere.
Inoltre, affidarsi a persone non abilitate all' attività di elettricista, oltre a essere pericoloso e vietato dalla legge.

Gli impianti elettrici
di tutte le unità immobiliari devono essere realizzati secondo la legge sulla regola dell'arte (Legge 186/68) e la legge sulla sicurezza degli impianti (Legge 46/90). Quest'ultima richiama la legge sulla regola dell'arte e prescrive alle ditte il possesso dell'abilitazione alla esecuzione degli impianti, la redazione della dichiarazione di conformità e ai professionisti la redazione del progetto.

L'impianto di terra dell' edificio
Nei condomini questi è comune sia ai servizi condominiali sia alle abitazioni ed è sicuro soltanto se tutti gli appartamenti sono protetti con un interruttore differenziale.  L'installatore non può risolvere da solo il problema, perché non può intervenire sugli impianti dei singoli condomini. E' un problema di sicurezza comune, da portare in assemblea condominiale.  I singoli condomini devono adeguare il proprio impianto a quanto richiesto dalla legge 46/90: installare un interruttore differenziale e l' impianto di terra, senza i quali essi metteranno in pericolo non solo i propri familiari, ma anche gli altri abitanti dell'edificio.  In particolare il rischio di folgorazioni potrà manifestarsi anche sui servizi condominiali di cui l'amministratore è direttamente responsabile.

L'  Impianto di terra negli appartamenti
L' interruttore differenziale (salvavita) da solo non evita eventuali responsabilità penali per infortuni dovuti alla mancanza dell'impianto di terra.  L'impianto di terra dell'edificio va considerato un servizio condominiale utile per tutti i condomini, i quali hanno a loro volta l'obbligo di adeguare gli impianti all'interno della propria abitazione.

l' interruttore differenziale o salvavita
Quando e perchè dovrebbe scattare:

Le correnti che percorrono i conduttori di alimentazione e che entrano ed escono dal differenziale sono, in condizioni normali,  perfettamente uguali. Se, per difetto di isolamento, (ad esempio in un elettrodomestico), si verifica una dispersione di corrente, un conduttore di alimentazione è percorso da una corrente inferiore rispetto all'altro e se la differenza tra le correnti è tale da superare la metà della corrente nominale di intervento del differenziale, interviene l'interruttore differenziale che apre il circuito interrompendo  l' erogazione di corrente.
Il differenziale per funzionare deve interrompere l'alimentazione elettrica quando la corrente di guasto si disperde in un tempo e con un intensità inferiori a valori prestabiliti, oltre i quali, se la corrente dovesse percorrere il corpo umano, mancando l'impianto di messa a terra, si avrebbero effetti fisiologici reversibili (arresto cardiaco, arresto respiratorio, crampo muscolare) e irreversibili (fibrillazione cardiaca, arresto respiratorio).
Per provare la funzionalità del differenziale è sufficente pigiare il tasto di prova. Ma attenzione, questa operazione è solo una  prova per verificare il funzionamento del meccanismo di sgancio, non ci garantisce affatto il buon funzionamento del salvavita..

LA MESSA A TERRA

La messa a terra (simbolo generale Simbolo standard di messa a terra) in ingegneria elettrica è l'insieme di azioni e sistemi volti a portare un elemento metallico allo stesso potenziale elettrico del terreno.

Gli scopi fondamentali della messa a terra sono:

» Offrire protezione contro la folgorazione indiretta.
» Agevolare l'intervento dell'interruttore differenziale in caso di guasto verso terra.
» Proteggere persone e impianti dalla folgorazione e da tensioni elettriche di qualsiasi origine.

Altre funzioni sono:

» Impedire l'accumulo di elettricità statica e prevenire scariche elettrostatiche dannose per apparati elettronici e di telecomunicazione.

Nodo equipotenziale con disgiuntore per l'effettuazione di prove

Nodo equipotenziale con disgiuntore per l'effettuazione di prove

L'impianto è costituito da una linea dorsale (conduttore equipotenziale) che percorre verticalmente tutto l'edificio e da una serie di nodi equipotenziali da cui partono le diramazioni secondarie. Le diramazioni giungono a collegarsi alle parti metalliche fisse ed all'alveolo di terra delle prese elettriche. La normativa elettrica italiana (CEI 64-8) prevede che tutte le masse metalliche fisse di un edificio siano messe a terra, tra cui cancelli, ringhiere, infissi, vasca da bagno, palo dell'antenna televisiva ecc. La sezione dei conduttori di messa a terra deve essere non inferiore a quella dei cavi che portano l'energia elettrica all'area protetta, e comunque non inferiori a precisi limiti di legge dipendenti dal tipo di cavo.

Dal lato opposto l'impianto è elettricamente connesso al terreno per mezzo di dispersori. Questi possono essere paletti in rame o acciaio zincato infissi nel suolo per uno o due metri, oppure piastre metalliche di adeguata superficie sepolte. In alternativa si può usare un cavo in rame non isolato seppellito intorno al perimetro dell'edificio, o qualora le caratteristiche elettriche lo consentano si può usare la struttura delle armature di acciaio del cemento armato.

Le norme prevedono che la resistenza elettrica esistente tra l'impianto ed il terreno sia al di sotto di un valore limite e che questo valore venga misurato ad impianto realizzato per poterne dichiarare la conformità. Per potere ricontrollare in qualunque momento la corretta funzionalità del sistema, devono essere previsti in corrispondenza dei nodi equipotenziali e/o dei dispersori, dei punti di sezionamento ispezionabili dove potere collegare le apparecchiature di misura.

La messa a terra va oltre il semplice collegamento con un cavo, ma è qualcosa di più complesso e richiede competenze progettuali specifiche. Si tratta infatti di mantenere equipotenziali le strutture anche in caso di forti correnti impulsive dovute per esempio alla caduta di fulmini. Per questo motivo i diversi impianti presenti in un edificio, elettrico, idraulico, del gas, di riscaldamento ecc, devono essere tra loro coordinati. Si supponga per esempio che un fulmine colpisca il tetto e si scarichi attraverso la linea di messa a terra. In questo caso, data l'elevatissima corrente circolante nel conduttore, per effetto della legge di Ohm si avrà un potenziale elevato per esempio anche sugli elettrodomestici collegati. Se l'impianto idraulico non è coordinato si potrà avere una pericolosa differenza di potenziale tra lavatrice e rubinetto. In un sistema ben coordinato, tutte le masse metalliche sono sempre allo stesso potenziale. Nell'eventualità prima descritta tutto il locale bagno si porterebbe a potenziale elevato ma non ci sarebbe nessuna differenza di potenziale pericolosa tra le parti.

Per questo motivo devono essere opportunamente collegati all'impianto di messa a terra i tubi degli impianti idraulico, del gas e di riscaldamento.

L'impianto è costituito da una linea dorsale (conduttore equipotenziale) che percorre verticalmente tutto l'edificio e da una serie di nodi equipotenziali da cui partono le diramazioni secondarie. Le diramazioni giungono a collegarsi alle parti metalliche fisse ed all'alveolo di terra delle prese elettriche. La normativa elettrica italiana (CEI 64-8) prevede che tutte le masse metalliche che possano portare un altro potenziale (tubature del gas e dell'acqua ad esempio) siano messe a terra in quanto masse estranee. La sezione dei conduttori di messa a terra deve essere non inferiore a quella dei cavi che portano l'energia elettrica all'area protetta, e comunque non inferiori a precisi limiti stabiliti dalla norma CEI 64-8 dipendenti dal tipo di posa del cavo.

Dal lato opposto l'impianto è elettricamente connesso al terreno per mezzo di dispersori. Questi possono essere paletti in rame o acciaio zincato infissi nel suolo per uno o due metri, oppure piastre metalliche di adeguata superficie sepolte. In alternativa si può usare un cavo in rame non isolato seppellito intorno al perimetro dell'edificio, o qualora le caratteristiche elettriche lo consentano si può usare la struttura delle armature di acciaio del cemento armato.

Le norme prevedono che la resistenza elettrica esistente tra l'impianto ed il terreno sia al di sotto di un valore limite coordinato con il valore dell'interruttore differenziale con il maggior valore di corrente d'intervento (il valore di 20 ohm, indicato dall'articolo 326 del D.P.R. 547/55 è da ritenersi superato in quanto la legge del 1968 prevede il riconoscimento della regola dell'arte alla normativa CEI che obbliga invece a coordinare il valore dell'impianto con il valore della corrente di intervento dell'interruttore differenziale) e che questo valore venga misurato ad impianto realizzato per poterne dichiarare la conformità. Per potere ricontrollare in qualunque momento la corretta funzionalità del sistema, devono essere previsti in corrispondenza dei nodi equipotenziali e/o dei dispersori, dei punti di sezionamento ispezionabili dove potere collegare le apparecchiature di misura.

La messa a terra va oltre il semplice collegamento con un cavo, ma è qualcosa di più complesso e richiede competenze progettuali specifiche. Si tratta infatti di mantenere equipotenziali le strutture anche in caso di forti correnti impulsive dovute per esempio alla caduta di fulmini. Per questo motivo i diversi impianti presenti in un edificio, elettrico, idraulico, del gas, di riscaldamento ecc, devono essere tra loro coordinati. Si supponga per esempio che un fulmine colpisca il tetto e si scarichi attraverso la linea di messa a terra. In questo caso, data l'elevatissima corrente circolante nel conduttore, per effetto della legge di Ohm si avrà un potenziale elevato per esempio anche sugli elettrodomestici collegati. Se l'impianto idraulico non è coordinato si potrà avere una pericolosa differenza di potenziale tra lavatrice e rubinetto. In un sistema ben coordinato, tutte le masse metalliche sono sempre allo stesso potenziale. Nell'eventualità prima descritta tutto il locale bagno si porterebbe a potenziale elevato ma non ci sarebbe nessuna differenza di potenziale pericolosa tra le parti.

Per questo motivo devono essere opportunamente collegati all'impianto di messa a terra i tubi degli impianti idraulico, del gas, di riscaldamento e, in generale, tutte le masse metalliche presenti nell'edificio.

DIMENSIONAMENTO MINIMO DEI DISPERSORI

DISPERSORE A TONDINO PIENO DIMENSIONI MINIME

Materiale: acciaio zincato a caldo.

Sezione: > 50 mmq.

Materiale: rame.

Sezione > 35 mmq.

Il dispersore può essere realizzato anche con un conduttore unipolare massiccio, purchè rispetti il dimen- sionamento minimo.

DISPERSORE A CORDA NUDA DIMENSIONI MINIME

Materiale: acciaio zincato a caldo.

Sezione: > 50 mmq.
D >= 1,8 mm

Materiale: rame.

Sezione > 35 mmq.
D >= 1,8 mm

D è il diametro dei conduttori che costituiscono la corda nuda (filo elementare).

DISPERSORE A TUBO DIMENSIONI MINIME

Materiale: acciaio zincato a caldo.

D = 40 mm.
Spessore = 2 mm.

Materiale: rame.

D = 30 mm.
Spessore = 3 mm.

La norma non specifica la lunghezza del tubo, si consiglia un minimo di 1,5 metri.

DISPERSORE A PICCETTO MASSICCIO DIMENSIONI MINIME

Materiale: acciaio zincato a caldo.

D = 20 mm.

Rivestimento deposito per elettrolisi 100 µm o per trafilatura 500 µm di spessore.

Materiale: rame.

D >= 15 mm

La norma non specifica la lunghezza del tubo, si consiglia un minimo di 1,5 metri.

DISPERSORE PICCHETTO A CROCE DIMENSIONI MINIME

Materiale: acciaio zincato a caldo.

L = 50 mm.
Spessore = 5 mm.

Materiale: rame.

L = 50 mm.
Spessore = 5 mm.

La norma non specifica la lunghezza del tubo, si consiglia un minimo di 1,5 metri.

DISPERSORE A PICCETTO PROFILATO A L DIMENSIONI MINIME

Materiale: acciaio zincato a caldo.

L = 50 mm.
Spessore = 5 mm.

Materiale: rame.

L = 50 mm.
Spessore = 5 mm.

La norma non specifica la lunghezza del tubo, si consiglia un minimo di 1,5 metri.

COLLEGAMENTO AI FERRI DEL CEMENTO ARMATO

Collegamento dell'impianto di terra ai ferri del cemento armatoPer collegare l'impianto di terra direttamente ai ferri del cemento armato, si deve utilizzare una fascetta metallica ed il conduttore di terra che arriva fino al collettore, deve essere costituito da corda di rame nuda, con diametro maggiore o uguale a 35 mm (costituito da filo elementare da 1,8 mm) dotato di apposito capocorda.

Alcune volte può essere necessario "prolungare" il tondino esistente, la norma prevede che per farlo sia sufficiente effettuare una legatura a regola d'arte (riquadro a sinistra).
La prolunga può essere utile per uscire dal muro o dal plinto di cemento armato, con una porzione di tondino per creare una predisposizione da utilizzare per collegare il conduttore di terra generale dell'impianto.

Per realizzare la legatura a regola d'arte, è sufficiente il filo metallico utilizzato per bloccare i ferri del cemento armato, inoltre, i tondini devono sovrapporsi per almeno 30 cm (vedi immagine in alto).

DISPERSORE AD ELEMENTO VERTICALE (PICCHETTO)



Nessuna norma, impone che i picchetti ed i morsetti di giunzione siano ispezionabili, nell'esempio abbiamo volutamente riportato una soluzione impiantistica molto frequente.
Anche il numero dei picchetti non è imposto dalla normativa, infatti se con un solo elemento si raggiunge il valore ottimale della resistenza di terra l'impianto è concluso, comuque è sempre consigliabile utilizzare almeno due picchetti.

DISPERSORE AD ELEMENTO ORIZZONTALE (CORDA NUDA)



La norma, prevede l'utilizzo di un conduttore nudo come dispersore, anche in questo caso il valore della resistenza di terra deve essere coordinato con le protezioni differenziali. Le giunzioni tra i conduttori, possono essere posate direttamente nel terreno, non è necessario che siano ispezionabili. Se si utilizza la corda nuda per il collegamento tra il dispersore ed il nodo di terra, è consigliabile proteggerla dalla corrosione nei primi 30 cm in uscita dal terreno.

DIMENSIONAMENTO CONDUTTORE DI TERRA (CT)

DEFINIZIONE

Il conduttore di terra è il collegamento tra il dispersore ed il nodo di terra, anche la corda nuda posata nel terreno che collega due picchetti, è definita conduttore di terra.

Il CT può essere realizzato in tre modi differenti (immagine a sinistra) in base al tipo di posa cambia il dimensionamento.

Rammentiamo, che la norma permette di posare il CT interrato senza tubo protettivo anche se costituito da corda unipolare H07VK.

CORDA NUDA :
la sezione deve essere uguale al conduttore di fase.
Se il diametro della fase è inferiore a 16 mmq il diametro minimo del CT deve essere uguale o maggiore di 35 mmq con un filo elementare da 1,8, se il materiale è acciaio zincato il diametro minimo deve essere uguale a 50 mmq.
Se il diametro della fase è superiore a 35 mmq il diametro del CT deve essere ridotto del 50%.

ISOLATO E POSATO DIRETTAMENTE NEL TERRENO:
la sezione deve essere uguale al conduttore di fase.
Se il diametro della fase è inferiore a 16 mmq, il diametro minimo del CT deve essere uguale o maggiore di 16 mmq , se il diametro della fase è superiore a 35 mmq il diametro del CT deve essere ridotto del 50%.

ISOLATO E POSATO IN TUBO PROTETTIVO:
la sezione deve essere uguale al conduttore di fase.
Se il diametro della fase è superiore a 35 mmq il diametro del CT deve essere ridotto del 50%.

 

DOMOTICA COS'E?

Stai tornando a casa con gli amici, un semplice sms avvisa la tua casa che ci sono ospiti. La climatizzazione, quindi, interviene, portando alla temperatura ideale la taverna, il giardino si illumina, il sistema di irrigazione posticipa il suo intervento per lasciarti il viottolo asciutto, le luci di casa si accendono come avevi programmato, la musica che hai selezionato comincia a suonare.

Stai uscendo di casa, premendo un solo pulsante, gli scuri si chiudono, le luci e la TV si spengono, l'allarme si inserisce, il sistema fa un check-up e ti avverte se hai lasciato una finestra aperta.

Sei a casa e ti stai godendo un film. Ad un tratto qualcuno suona alla porta. Selezioni di passare l'immagine dell'ospite sullo schermo, sempre con lo stesso telecomando apri il cancello e la porta di entrata, accendi le luci del sentiero e quelle delle stanze dove accogli l'amico e dove si attiva la climatizzazione.

Stai andando a letto il tuo partner, che precedentemente ha selezionato il tasto "riposo", sta già dormendo. Il sistema sa che non deve disturbare. Le luci della camera vengono accese in modo soffuso.

Ti telefona l'idraulico di fiducia per dirti che non c'è nessuno in casa. Sei in ufficio, ti colleghi con il tuo personal all'impianto di casa. Controlli che sia veramente l'idraulico tramite la telecamera. Disinserisci l'allarme solo nelle zone interessate, apri il portone d'ingresso, illumini il corridoio ed apri gli scuri della cucina così può aggiustare il rubinetto che perde.

È mattino. Hai impostato il sistema per darti la sveglia. Le imposte si aprono e la tua canzone preferita si sente in sottofondo. Il bagno è già alla temperatura ideale. Il forno ti sta riscaldando la brioche, il caffè è pronto.

Vai a letto, con una singola pressione sul pulsante "notte", gli scuri e il basculante del garage si chiudono, il sistema di sicurezza viene attivato, le luci interne vengono spente, le temperature vengono ottimizzate per la notte, la luce del corridoio viene abbassata.

Stai dormendo. Il sistema di sicurezza si attiva. Qualcuno è entrato in giardino e sta tentando di forzare la porta d'ingresso. Automaticamente tutte le luci vengono accese. La TV della camera si accende mostrandoti le immagini del circuito chiuso della zona dell'infrazione. L'allarme sonoro ti sveglia. Partono i messaggi alle forze dell'ordine.

Sei uscito e hai lasciato le finestre aperte perché volevi eliminare l'odore del mobilio da poco restaurato. Dovevi assentarti per un quarto d'ora ma hai avuto un inconveniente. Intanto comincia a piovere. Il sensore pioggia, attiva la chiusura degli scuri: allagamento evitato.

Stai stirando, la lavatrice è in funzione. Tuo marito sta lavorando al PC. Accendi la TV. Un black out casalingo è in agguato. L'impianto si accorge del carico, secondo una scaletta con le priorità, spegne le utenze non necessarie evitando il Black out.

Ti sei dimenticato il latte sul fornello acceso, il latte bolle e spegne la fiamma. Il sensore gas ne avverte la presenza. Automaticamente la valvola chiude il flusso. Un allarme sonoro ti avverte che c'è un problema. Sul pannello di controllo compare la scritta "fuga di gas in cucina aerare il locale". Intanto in cucina sono stati disattivati tutti gli elettrodomestici e le luci che potrebbero fare scintille.

Sei fuori, hai programmato la lavatrice in modo che al tuo ritorno abbia appena finito il lavaggio così da impedire che gli indumenti prendano pieghe false. Purtroppo lo scarico non funziona e l'acqua inizia a fuoriuscire. Il sensore allagamento agisce sull'elettrovalvola dell'acqua e spegne la lavatrice. Il sistema ti invia un sms avvertendoti dell'inconveniente.

L'impianto domotico è installato nell'appartamento della tua anziana mamma. Nell'eventualità si sentisse male il pulsante di soccorso, sempre a portata di mano, ti avvertirebbe con un sms del malore, la porta d'entrata verrebbe sbloccata così da permettere l'intervento dei soccorritori e si attiverebbe la sirena d'allarme o qualsiasi altra forma di avviso prescelta.

Oggi è una giornata mite di 15 gradi, nella tua abitazione hai ottimizzato una temperatura di 20 gradi. Il sistema sa dialogare con il tuo impianto di climatizzazione e, in autonomia, è in grado di selezionare il funzionamento più adatto per il risparmio energetico. La caldaia a gas o la pompa di calore?

Nella tua casa, come nel tuo appartamento, non tutte le stanze vengono utilizzate durante il giorno. E' inutile buttare energia e quindi denaro. Il tuo sistema conosce le tue abitudini e ti sa dare ambienti confortevoli solo quando è necessario.

Le luci e gli apparecchi elettronici vengono utilizzati quando ve ne è un effettivo bisogno. La possibilità di regolare l'intensità delle luci consente di utilizzarle effettivamente con la potenza necessaria.

L'irrigazione del giardino avviene solamente quando ve ne sia un effettivo bisogno. I consumi d'acqua e di energia vengono ottimizzati.

Con un impianto domotico si ha una significativa diminuzione dei campi magnetici rispetto all'utilizzo di un normale impianto elettrico. Calcolate che solo nella camera da letto ci stiamo mediamente 8 ore al giorno. Eliminare i campi magnetici vuol dire vivere in un ambiente molto più sano.

Un sistema intelligente permette di ottimizzare l'impiego di sistemi d'energia diversi ed alternativi quali: pannelli solari, generatori eolici, ecc.

Gli impianti domotici possono essere installati in qualsiasi ambiente sia questo un appartamento, una casa, uno stabile, un ufficio, una fabbrica, un negozio ecc.

Anche se un impianto domotico può essere installato in un secondo tempo, è comunque preferibile pensarlo durante la realizzazione dell'immobile per godere appieno delle sue potenzialità e per evitare costosi lavori di manutenzione straordinaria.

Ricordiamo anche che questi impianti possono essere installati modularmente ovviamente se sono state eseguite, in posa d'opera, le opportune scelte e predisposizioni.

PROTEGGERSI DAI FURTI IN CASA

Foto impianto AntifurtoCome Proteggersi...
E' noto che solo dopo aver subito un furto o un intrusione nella nostra casa, corriamo ai ripari acquistando al volo oltre alla porte blindate e inferriate, sistemi di allarmi e antintrusione. Sono a rischio tutte le abitazioni che non sono munite di effetti dissuasivi come gli impianti di allarmi elettronici oggi erroneamente trascurati a favore dell'interventismo. I sistemi di allarme oggi sono fondamentali, in tutte le tipologie di abitazioni, un semplice impiato di allarme che con la sua sirena faccia molto rumore, può essere valido sostituto del vicino di casa assente, evitando che il furto sia portato a termine. In molti casi un antifurto installato risulta un deterrente per i malintenzionati che sono sempre più informati sui sistemi antintrusione installati nelle abitazioni prima di decidere se effettuare il furto.
La presunzione di non essere a rischio, il rifiuto dell'installazione invasiva, la paura dei falsi allarmi e infine il costo dell'investimento, ci pone verso un atteggiamento poco propositivo nei confronti della scelta di installare un impianto di allarme. Cerchiamo di sfatare questa paura con la presentazione di un prodotto che ci permetterà di installare un impianto di allarme completamente senza fili e completo di comando a distanza tramite un modulo GSM. Inoltre potremo proteggere volumetricamente una vasta area tramite un infrarosso e sensori sulla porte e gli infissi, scatenando una sirena interna ed esterna di oltre 120 decibel e avvertendo il cliente ed altri con messaggi SMS o chiamate vocali in caso di intrusione.

Foto impianto Allarme senza filiAllarme senza fili SilenyaPhone
SilenyaPhone permette di realizzare sistemi di allarme antintrusione, attraverso il controllo dei rivelatori perimetrali e volumetrici interni ai locali, ma anche protezioni antiaggressione, attraverso rivelatori esterni ai locali, che segnalano i tentativi di avvicinamento indesiderati. Attraverso appositi sensori, è possibile controllare potenziali situazioni pericolose, quali l'insorgere di un principio di incendio, di un allagamento o una perdita di gas e qualunque altra fonte di guai. In caso di necessità di soccorso, la semplice pressione di un tasto può attivare chiamate telefoniche a centri di assistenza o altri numeri programmati, trasmettendo messaggi registrati o SMS oppure permettendo il colloquio in viva voce e la richiesta diretta di soccorso.

Caratteristiche SilenyaPhone
»Versioni con alimentazione a 230V+batteria o pile Powerpack Silentron (aut. 4 anni);
»Programmazione non volatile con menù guidato tramite tastiera e display di bordo (no PC);
»Operatività radio bidirezionale in doppia frequenza contemporanea DualBand;
»Inserimento totale/parziale e disinserimento con telecomandi e/o tastiere rolling code;
»Disponibilità di tastiera parlante con messaggi registrati dall'utente;
»99 zone, 3 settori operativi, fino a 198 rivelatori via radio DualBand per interni ed esterni;
»Possibilità di AND di due rivelatori via radio e di allarmi diversificati interni / esterni;
»Possibilità di collegare rivelatori e mezzi di allarme via cavo (versioni a 230V);
»Identificazione di ogni singolo rivelatore con scritte in chiaro sul display;
»Memoria storica degli ultimi 200 eventi;
»Uscita controllata da orologio digitale e/o dall'esterno via telefono (versioni a 230V);
»Segnalazioni ottico-acustiche-vocali di supervisione, disturbi radio, porte aperte, pile scariche;
»Combinatore telefonico bidirezionale integrato 64 numeri, operante su rete fissa e/o GSM;
»Trasmissione allarmi con 6 messaggi vocali + 6 SMS (versioni GSM)+ protocollo Contact-Id
»2 uscite controllabili per comando carichi, operative chiamando dall'esterno (versioni 230V);
»16 uscite via radio per comando carichi senza fili tramite ricevitore RX2;
»visualizzazione campo GSM - avviso scadenza SIM - controllo credito SIM (versioni GSM);
»cambio numeri telefonici a distanza via SMS (versioni GSM);
»segnalazione di assenza campo/linea telefonica; »chiamata periodica di esistenza in vita;
»avviso locale e telefonico di assenza rete elettrica 230V (versioni a 230V);
»avviso locale e telefonico di batteria bassa della centrale.

PROVVEDIMENTO DELL'AUTORITA GARANTE DEI DATI PERSONALI PER LA VIDEOSORVEGLIANZA

Principi generali per soggetti pubblici e privati

»I sistemi di videosorveglianza possono riprendere persone identificabili solo se, per raggiungere gli scopi prefissati, non possono essere utilizzati dati anonimi.

»La raccolta e l’uso delle immagini sono consentiti solo se fondati su presupposti di liceità : cioè, per i soggetti pubblici, quando siano necessari allo svolgimento di funzioni istituzionali e, per i privati, quando siano necessari per adempiere ad obblighi di legge o effettuate per tutelare un legittimo interesse.

»Prima di installare un impianto di videosorveglianza occorre valutare se la sua utilizzazione sia realmente proporzionata agli scopi perseguiti o se non sia invece superflua. Gli impianti devono cioè essere attivati solo quando altre misure (sistemi d’allarme, altri controlli fisici o logistici, misure di protezione agli ingressi ecc.) siano realmente insufficienti o inattuabili.

»I cittadini che transitano nelle aree sorvegliate devono essere informati della rilevazione dei dati. L’informativa (della quale il Garante ha anche messo a disposizione un modello semplificato: un cartello con un simbolo ad indicare l’area videosorvegliata) deve essere chiaramente visibile ed indicare chi effettua la rilevazione delle immagini e per quali scopi.

»In caso di registrazione, il periodo di conservazione delle immagini deve essere limitato: a poche ore o al massimo 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini. Per attività particolarmente rischiose (es. banche) è ammesso un tempo più ampio, che non può superare comunque la settimana.

»Chi installa telecamere deve perseguire finalità determinate e di propria pertinenza. Si è invece constatato che, da parte di amministrazioni comunali, vengono indicate indebitamente, come scopo della sorveglianza, finalità di sicurezza pubblica, prevenzione e accertamento dei reati che competono invece solo ad organi giudiziari o a forze armate o di polizia.

»Quando si intende installare sistemi di videosorveglianza che prevedono un intreccio delle immagini con altri particolari (es.dati biometrici, voce) o in caso di digitalizzazione delle immagini o di sorveglianza che valuti percorsi e lineamenti (es.riconoscimento facciale) è obbligatorio sottoporre tali sistemi alla verifica preliminare del Garante.

»Va valutata, inoltre, da parte di chi installa telecamere una serie di aspetti: se sia realmente necessario raccogliere immagini dettagliate; la dislocazione e la tipologia delle apparecchiature (fisse o mobili).

»Va limitata rigorosamente la creazione di banche dati quando è sufficiente installare un sistema a circuito chiuso di sola visione delle immagini senza la loro registrazione (monitoraggio del traffico, controllo del flusso ad uno sportello ecc.).

»Non risulta comunque giustificata un’attività di rilevazione a fini promozionali, turistici o pubblicitari, attraverso web cam o cameras-on-line che rendano identificabili i soggetti ripresi.

Specifici settori

»Divieto assoluto di controllo a distanza dei lavoratori rispettando le garanzie previste in materia di lavoro, sia all’interno degli edifici, sia in altri luoghi di prestazione del lavoro. Inammissibili le telecamere in luoghi non destinati all’attività lavorativa (bagni, spogliatoi, docce, armadietti, luoghi ricreativi).

»Negli ospedali e nei luoghi di cura è ammesso il monitoraggio di pazienti ricoverati in particolari reparti (es.rianimazione). Potranno accedere alle immagini solo il personale autorizzato e i familiari dei ricoverati.

»Negli istituti scolastici l’installazione di sistemi di videosorveglianza è ammissibile solo quando strettamente indispensabile (es.atti vandalici) e solo negli orari di chiusura.

Soggetti pubblici

»Un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo ed esclusivamente per svolgere funzioni istituzionali. Anche quando un’amministrazione è titolare di compiti in materia di pubblica sicurezza o prevenzione dei reati, per installare telecamere deve comunque ricorrere un’esigenza effettiva e proporzionata di prevenzione o repressione di pericoli concreti. Non è quindi lecita, senza tale valutazione, una capillare videosorveglianza di intere aree cittadine.

»Sono ammesse, nel rispetto di principi specifici, telecamere su alcuni mezzi di trasporto pubblici, nei luoghi di culto e sepoltura. Sono ingiustificati gli impianti installati al solo fine di controllare il divieto di fumare, di calpestare aiuole, di depositare sacchetti dell’immondizia etc.

Soggetti privati

»Si possono installare telecamere senza il consenso degli interessati, sulla base delle prescrizioni indicate dal Garante, quando chi intende rilevare le immagini deve perseguire un interesse legittimo a fini di tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, prevenzione incendi, sicurezza del lavoro ecc.

»Le riprese di aree condominiali da parte di più proprietari o condomini, di studi professionali, società ed enti sono ammesse esclusivamente per preservare, da concrete situazioni di pericolo, la sicurezza di persone e la tutela dei beni. L’installazione da parte di singoli condomini richiede comunque l’adozione di cautele: angolo visuale limitato ai soli spazi di propria pertinenza, nessuna ripresa di aree comuni o antistanti le abitazioni di altri condomini ecc. I videocitofoni sono ammessi per finalità identificative dei visitatori.